“Coronavirus, la situazione è seria. Troppe famiglie in quarantena senza informazioni nè aiuto”. L’appello alla ASL del cordinamento provinciale PD Aretino

La pandemia nella nostra provincia ha raggiunto, negli ultimi giorni, numeri impressionanti, specialmente se messi a confronto con le altre province toscane.

Come coordinamento provinciale del Pd aretino, esprimiamo apprezzamento e riconoscenza per lo sforzo eccezionale che stanno facendo gli operatori sanitari, i volontari, i dipendenti delle strutture socio-assistenziali per garantire livelli adeguati di cura e assistenza.

A loro va il nostro ringraziamento e il nostro sostegno.

Dobbiamo tuttavia sottolineare come non tutto vada bene. Registriamo una pressante richiesta dei sindaci tesa a ottenere un livello più alto di partecipazione e di informazione per rispondere alle numerosissime segnalazioni di chi non riesce ad ottenere chiarimenti su come comportarsi, sul tracciamento o sui referti.

In questa fase non siamo solo in presenza di una emergenza sanitaria, ma di una vera e propria emergenza sociale. Dobbiamo evitare che si saldino insieme paura, solitudine, incertezza e crisi economica. In particolare occorre superare senza indugio alcune criticità.

Non si possono lasciare le persone sole di fronte alla quarantena.

Da troppe parti ci arrivano segnalazioni di intere famiglie rinchiuse in casa senza nessun tipo di informazione e prive di un percorso di accompagnamento.

Le Unità Speciali di Continuità Assistenziale, che purtroppo si scontrano con il problema di reperimento del personale sanitario, devono essere potenziate per combattere non solo la malattia ma anche la solitudine di chi è colpito dal virus.

Il dipartimento di Igiene pubblica deve essere messo nella condizione di operare senza ritardi e senza ostacoli.

In questa fase occorre mettere più attenzione alla situazione delle scuole che vanno trattate in maniera omogenea su tutto il territorio provinciale: non può esservi, in caso di presenza di Covid, difformità di comportamento tra una scuola e l’altra, tra un gruppo di alunni e un altro.

Così come è necessario applicare senza indugio l’ordinanza 93 della Regione Toscana per le Rsa, con la presa in carico da parte del servizio sanitario laddove vi siano casi di Covid. Non si può più tergiversare nel conoscere i luoghi idonei che, in base all’ordinanza del Presidente della Regione, devono accogliere i degenti positivi che non possono restare nelle residenze.

Pur nell’emergenza, non possiamo dimenticare la dimensione umana, per questo crediamo sia giusto aiutare il contatto fra i ricoverati e le famiglie, ad esempio assegnando ad ogni reparto una persona che in una certa fascia oraria sia contattabile per dare notizie dei familiari ricoverati.

Il Covid 19 non deve però farci dimenticare che esistono molte altre patologie bisognose di cure, in primo luogo oncologiche e cardiovascolari. Non esiste che si riduca l’intensità di cura per queste persone creando malati di seria A e di serie B. Ci vuole un piano in grado di rispondere a tutti i bisogni.

L’impressione che abbiamo è che si sia deciso, da parte dei vertici Asl, di puntare molto sulla rete ospedaliera ma non si sia tenuto in debito conto dell’importanza della rete territoriale, cosa che, come Pd avevamo sostenuto fin dall’inizio della pandemia.

In questo senso, comprendiamo le difficoltà che in questo momento si trovano davanti i medici di famiglia, costretti spesso a una funzione di raccordo e informazione nei confronti dei cittadini. In questa fase diventa importantissimo il tracciamento ed accogliamo positivamente l’ordinanza 101, col reperimento di 500 tecnici sanitari e la creazione di tre centrali, una per ciascuna Asl, nei quartieri fieristici.

Nel comune di Arezzo, uno dei più colpiti da questa nuova ondata, il Sindaco fa molte proposte ma, nella sostanza, occorre che svolga un ruolo più attivo per le competenze che gli appartengono. Sia per quanto riguarda i controlli sul territorio, sia per quanto riguarda la predisposizione di un piano di sostegno alle famiglie e alle fasce di popolazione più fragili.

Un’ultima indicazione riguarda la necessità di un potenziamento della comunicazione verso i cittadini per far comprendere al meglio i percorsi da intraprendere. Concludiamo con il nostro l’invito a rispettare le regole fondamentali: mascherina, distanziamento sociale, igienizzazione delle mani.

La situazione è grave e occorre l’impegno di tutti per salvaguardare la salute collettiva.